Dorit Rabinyan – Borderlife


VOTO 🌞🌞🌞🌞1/2☀️


DATI 

SINOSSI 

È autunno, a New York, il secondo senza le Torri. Liat ha appena conosciuto Hilmi e gli cammina accanto nel pomeriggio che imbrunisce e intanto pensa: non hai già abbastanza guai? Fermati finché puoi. Ma fermarsi non può, perché, nonostante le ferite, la magia della Grande Mela è ancora intatta, e Hilmi ha gli occhi color cannella, riccioli neri e un sorriso infantile che spezza il cuore. Lei è di Tel Aviv, fa la traduttrice e si trova negli USA per una borsa di studio. Lui vive a Brooklyn e fa il pittore, e nei suoi quadri c’è sempre un bimbo che sogna il mare, quel mare di cui da ragazzo poteva cogliere appena un lembo, da lassù, al nono piano di un palazzo di Ramallah. Lei è israeliana, lui è palestinese. La loro sembra una storia come tante, come mille ne nascono ogni giorno in ogni angolo del mondo, ma è diversa da tutte. Perché la loro appartenenza a una terra tormentata e divisa non può che separarli, e ciò che è iniziato nel freddo di New York è destinato a finire, pochi mesi dopo, su una calda spiaggia di Jaffa, sotto quel sole che entrambi rimpiangevano in America. Ma la Storia e il loro amore li seguiranno ancora…

RECENSIONE

Un libro che parla di un Amore. Amore con la lettera maiuscola, l’Amore che quando arriva non guarda in faccia a niente e a nessuno. Non guarda in faccia alla diversità, alle guerre, alla politica, alla voglia di riscatto a dispetto di un popolo, alle oppressioni. Un Amore che non può essere vissuto appieno. Un Amore a scadenza

Ho trovato questo libro di una poesia indescrivibile, all’inizio, quando Liat conosce Hilmi, il suo racconto è immagine pura, ce la immaginiamo in giro per New York assieme e ci innamoriamo, pagina dopo pagina, di questo ragazzone arabo riccioluto e con gli profondi. Non se ne può fare a meno, da come lo disegna nell’aria, possiamo solo provare gli stessi sentimenti che prova lei, nei medesimi momenti. 

Purtroppo riusciamo anche a sentire il peso di essere diversi, un popolo contro l’altro, che porta questo bellissimo sentimento a scivolare in secondo piano rispetto alle tradizioni di quel martoriato pezzo di mondo. 

La fine, perché la Fine c’è, ed è molto triste, vi lascerà con l’amaro in bocca e una domanda in testa: 

Perché mai l’Amore si piega a cose meno grandi e forti di lui? 

Ve lo consiglio vivamente, come avrete capito. 

LA FRASE CHE MI È ENTRATA NEL CUORE

Allora, da dove cominciare? Come ritagliare il viso di un uomo da altre migliaia di visi, quali tratti e triti aggettivi utilizzare? Come descrivere il suo volto quale lo vidi allora, al primo sguardo, quando era ancora un mistero?

(Liat) 





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